La possibilità di un’isola

Piaccia o non piaccia, comunque fa discutere. Viene definito così, in genere, Michel Houellebecq, 47 anni, scrittore francese di successo che affronta, con indubbia sapienza letteraria, i temi che più fanno discutere, romanzandoli. Proprio come Daniel 1, protagonista di La possibilità di un’isola.Daniel1, un comico profondamente cinico, non a caso il suo principale successo come sceneggiatore è ‘Diogene il cinico’, raggiunge l’apice della carriera con lo spettacolo ‘Si preferiscono le troione palestinesi’. Daniel si definisce «un pungente ossservatore della realtà contemporanea» e sostiene di aver costruito la sua lucrosa carriera «sullo sfruttamento commerciale dei cattivi istinti», «sull’attrazione assurda dell’Occidente per il cinismo e per il male». Ai suoi spettacoli, nonostante sia antisemita e disprezzi il mondo islamico, accorrono arabi ed ebrei.

La vita di Daniel 1 ci viene raccontata attraverso il suo diario che viene letto dal suo clone, Daniel 25. La clonazione, infatti, è uno dei temi centrali del libro e viene affrontata tramite l’ossessione di una setta, gli elohimiti, con cui Daniel 1 entra in contatto casualmente. La duplicazione rigorosa del codice genetico, la meditazione sul racconto di vita del predecessore e la redazione del commento sono i tre pilastri della fede elohimita.

“L’elohimismo era perfettamente adattato alla civiltà dei piaceri in seno alla quale era nato. Non imponendo alcuna costrizione morale, riducendo l’esistenza umana al soddisfacimento dei desideri, faceva comunque sua le promessa fondamentale che era stata quella di tutte le religioni monoteistiche: la vittoria sulla morte”.

Dunque si tratta di una fede che non eleva lo spirito di Daniel, ma rappresenta un porto sicuro per un uomo che non ha altri interessi se non il sesso, che lo ossessiona, e se stesso, che si sente finito a soli 40 anni e, ovviamente, non sopporta di invecchiare, perché «nella vecchiaia ci attendono soltanto la memoria vana dei nostri giorni scomparsi, soprassalti di odio e la nuda disperazione».

Dopo quasi 400 pagine il lettore affaticato per aver inseguito, inutilmente, una parola di conforto sull’esistenza umana chiude il libro e si trova davanti all’interrogativo: «Chi fra voi merita la vita eterna?» La discussione è aperta.
(Raffaella Soleri)

Michel Houllebecq è nato nel 1958 e ha alle spalle una formazione scientifica. Negli ultimi anni si è affermato nel panorama letterario internazionale. Ha pubblicato nel 1991 uno scritto teorico, Rester vivant, nel 1998 l’opera poetica La poursuite du bonheur e una raccolta di saggi, Interventions.

 
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