Sparate sul pianista!

E’ possibile censurare la musica nel mondo contemporaneo? Questo libro dimostra che sì, è possibile. Non solo in Paesi nei quali non è difficile immaginarlo, come il teocratico Iran (“benché il Corano non contenga alcuna disposizione contraria alla musica, l’Islam ha sempre trattato l’arte dei suoni con un acerta diffidenza, ritendendola dotata di un potere magico in grado di esercitare forte influenza e di produrre intensa eccitazione negli individui”) o l’Afghanistan (dove il regime dei talebani ha prodotto una delle espressioni più forti di censura musicale) , ma anche in Francia, dove la musica rap è stata perseguitata, e nei democratici Stati Uniti.

Dove dopo l’11 settembre si è affermato un inasprimento dei controlli, tanto che, scrive Dario Fo nell’introduzione, “è considerato politicamente scorretto e insidioso nominare parole come ‘fuoco’, ‘aerei’, ‘morte’…. Dopo l’avvio della guerra in Iraq, sotto tiro sono finiti quelli che sostengono la cultura della pace. E così, tra le canzoni da bruciare si trova persino Imagine, il capolavoro di John Lennon. Una delle più belle melodie di tutto il Novecento”

“Come si fa a mettere in gabbia una canzone?  Il libro presenta per la prima volta un’indagine che coinvolge sedici Paesi nel mondo, curata da Freemuse, organizzazione non governativa danese che ha lo scopo di monitorare la libertà d’espressione musicale nel mondo e di denunciarne le violazioni. Con testimonianze di giornalisti, studiosi, musicisti, censurati e anche censori. (cb)

Il video dell’intervista a Marie Korpe

Casa editrice EDT