Un po’ più in là sulla destra

Tutto comincia da un alluce di donna, trovato a Parigi. Seguono un cane odioso e il suo padrone, esperto in macchine per scrivere.

Un frammento di osso umano diventa per l’ex sbirro detto il Tedesco, cocciuto nelle indagini quanto affascinante nell’aspetto (e accompagnato dal rospo Bufo, silente in una tasca), un imperativo categorico che lo spinge alla ricerca di un assassino. Così il Tedesco coinvolge i suoi giovani amici, gli storici Marc e Mathias – uno è medievista e  l’altro cacciatore-raccoglitore del Paleolitico, già protagonisti di Io sono il Tenebroso e Chi è morto alzi la mano –  per un viaggio che li porterà lontano da Parigi, in un paese fin troppo tranquillo.

Pubblicato in Francia nel 1996, il romanzo da noi esce proprio mentre i francesi leggono l’ultimo titolo della Vargas, Un lieu incertain, con il solito sornione Adamsberg, accompagnato dal fedele e razionale sergente Danglard, coinvolti in una storia ambientata a Londra, con tanto di vecchio cimitero, tombe e vampiri. 

Fred Vargas, pseudonimo della archeozoologa francese Frédérique Audouin-Rouzeau, anche in Un po’ più in là sulla destra rende simpatici e ironici i suoi protagonisti, sa mescolare la trama del giallo alle trame delle loro vicende amorose e biografiche in genere, ha il consueto piglio scientifico unito a una sana empatia per l’eccentricità umana, e un buon ritmo nei dialoghi. Aggiungiamo che continua e essere molto brava, e abile, anche Einaudi, nel proporre ai lettori italiani le prime storie della scrittrice mentre i francesi  si godono il suo ultimo romanzo, che tra l’altro sta scalando le classifiche. Ma noi no, per leggere  Un lieu incertain dovremo aspettare l’aprile 2009, ci ricorda lo stesso editore con un segnalibro nel libro appena uscito. Se non è suspense questa. (Cristina Bolzani)

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L’uomo dei cerchi azzurri 
Un po’ più in là sulla destra (Einaudi)