Libri prêt-à-porter

Dopo le discussioni ideologiche sull’e-book e sulle sua improbabile possibilità di scalzare il libro cartaceo, era ovvio che gli editori italiani avrebbero cominciato a sbarcare su Kindle, il lettore di Amazon che dall’ottobre 2009 è utilizzabile anche nel nostro Paese, con 350mila titoli in lingua  straniera. Nel negozio online di Amazon fino a pochi giorni fa in italiano c’erano solo La Stampa e Il Corriere della Sera.

La casa editrice  Zanichelli tenta il nuovo business siglando un accordo col webstore Usa per la pubblicazione della sua Biblioteca della letteratura italiana in formato digitale, cui presto seguiranno  dizionari, a cominciare dallo storico Zingarelli.

L’accordo con Amazon arriva dopo aver realizzato le versioni online e per iPhone e iPod di dizionari e opere di consultazione: “Considero gli e-book per Kindle come dei messaggeri della cultura italiana all’estero, utili per quei ettori e studiosi che hanno difficoltà a procurarsi libri ttraverso il normale circuito librario – afferma Enrico Lanfranchi, responsabile della redazione lessicografica Zanichelli – Con la pubblicazione di questi e-book, Dante, Boccaccio o Petrarca, ma anche Manzoni e Svevo, possono essere oggi letti in tutto il mondo in un’edizione filologicamente ineccepibile”. Quanto ai dizionari, “li stiamo preparando in collaborazione con la casa editrice  Intangible Press: naturalmente i sistemi di consultazione dei dizionari richiedono maggiore preparazione”.

La scelta di un editore storico di digitalizzare i suoi contenuti – tra l’altro proprio testi di consultazione o classici, che sono anche sul piano simbolico i più ‘voluminosi’ – non è certo solitaria. Anche Il Mulino lo sta facendo, molti altri si stanno attrezzando per arrivare nel negozio di Amazon. Questo fa capire come l’ebook stia diventando da spauracchio per l’editoria tradizionale a concreta sfida e terra di conquista. Anche perché l’interesse da parte dei lettori è crescente. Alla Fiera della piccola e media editoria di Roma l’angolo dedicato agli ebook è stato tra i più visitati. Del resto i lettori – Kindle in testa per titoli disponibili e fruibilità –  sono strumenti agili, non stancano la vista, permettono annotazioni e sottolineature, sono sempre più compatibili con pc e smartphone.

Ma forse c’è un’altra ragione, più sottilmente pervasiva di qualunque discorso di marketing e di pura tecnologia applicata all’editoria. E’ un cambiamento che rientra in una sfera del costume sociale.

Si sta imponendo una nuova fenomenologia della lettura, una nuova grammatica del gesto. Il testo scritto diventa tanto più appetibile quanto più è touch, gestibile con la punta delle dita  su uno schermo, e prêt-à-porter, trasportabile anche nel deserto con migliaia di pagine immateriali. L’iconografia classica della biblioteca nella quale isolarsi dal resto del mondo per sprofondare nella lettura, è affiancata ora da un altro mito, che al contrario vede il lettore che può andare nel mondo e nello stesso tempo perdersi in una storia scritta. E gli dà nuove possibilità: ‘gestire’, ‘taglia-incollare’ , creare elenchi e liste dei libri preferiti, ‘condividere’ gusti e recensioni, usare il libro come un link, un contatto in una dimensione ‘social’. Il successo di aNobii in questo senso è illuminante. Il libro prêt-à-porter ha tra le sue facoltà anche la trasformazione di un atto storicamente intimo e elitario, in qualcosa di socializzato e democratico. Pronto da sfogliare ovunque ci sia un soggetto che lo desideri. (Cristina Bolzani)