J.D. Salinger 1919-2010

La rivista The New Yorker lo ricorda  mettendo online i tredici racconti che lo scrittore pubblicò sulle sue pagine. I racconti apparvero tra il 1946 e il 1965: il primo fu “A Perfect Day for Bananafish” e l’ultimo “Hapworth 16, 1924”. Ma non è questo l’unico omaggio che la rivista amata da Salinger gli farà. Presto verrà messo online molto altro materiale. “Ma adesso vogliamo rendere questi tredici racconti disponibili ai lettori sulla nostra edizione digitale”.

La leggenda della cassaforte piena di manoscritti inediti la cui uscita era legata la morte dell’autore regge ancora. Da quando fu chiaro che J. D. Salinger non avrebbe pubblicato più nulla finchè era in vita. Dopo la sua scomparsa tutti tacciono; Phillis Westberg, il suo agente alla Harold Ober Associates, si trincera dietro un ‘no comment’. Il suo editore americano, Little, Brown & Co, assicura che non è prevista alcuna uscita di nuovi libri di Salinger. Marcia Paul, l’avvocato che lo rappresentò quando l’autore si rifece vivo per impedire la pubblicazione di un sequel di Holden, non risponde al telefono. E il figlio Matt rimanda tutti a Westberg.

Il primo a mettere in giro la voce di un ‘tesoro’ editoriale nascosto nella casa nel New Hampshire era stato nel 1999 un vicino dello scrittore, Jerry Burt, che aveva riferito ciò che Salinger gli aveva raccontato: che c’erano una quindicina di romanzi inediti nella sua cassaforte. L’anno prima una delle tre mogli dello scrittore aveva detto che l’ex marito scriveva ogni giorno e che almeno due romanzi potevano considerarsi completi. E’ possibile però che nessuna opera custodita nella cassaforte veda mai la luce. Salinger potrebbe aver lasciato disposizione di distruggerle, dato che il suo vero piacere era “scrivere per me stesso” e che considerava la pubblicazione “una terribile invasione della privacy”.

Oppure potrebbe trattarsi di materiale deludente, come ipotizza l’autore Jay McInerney, uno dei contestatori più duri della validità di ‘Hapworth 16, 1924″. “Se quello che ha scritto dopo ‘Holden’ è di quella qualità”, ha detto l’autore di ‘Le mille luci di New York’, “in quella cassaforte non c’è certamente quello che tutti speriamo di trovare”.