E il mio cuore trasparente

La pluripremiata Véronique Ovaldé declina in forma di giallo surreale l’inconoscibilità dell’Altro, di chi ci sta accanto, nel romanzo E il mio cuore trasparente (traduzione Lorenza Pieri, Minimum Fax, febbraio 2010).

Lancelot ama Irina. La conosce grazie a una scarpa lanciata da una finestra, per lei lascia l’ordinaria moglie Margareth. Il colpo di fulmine, o di tacco, culmina in una quasi serena convivenza, fino a quando Irina muore in circostanze misteriose. Il vedovo inconsolabile comincia così a conoscerla ex post, riscopre un certo suo fanatismo ecologista radicale, incontra suo malgrado gli uomini che la frequentavano.

E mentre ripercorre la sua storia con una Irina a lui sconosciuta fino a quel momento, Lancelot capisce molto di se stesso.

“Lancelot sapeva di essere sempre stato attirato dalle povere ragazzine sfortunate con l’infanzia distrutta, e che questa cosa aveva a che fare con sua madre. Questo tipo di determinismo gli provocava un grande smarrimento. Si diceva, Sono attratto dalle belle ragazze a pezzi. E sentiva un misto di fierezza e disgusto che lo lasciava ansimante, come se avesse salvato qualcuno dall’annegamento e questi gli avesse rubato il portafoglio mentre lo riportava a riva” (p. 112).

Con Véronique Ovaldé Minimum Fax apre anche alla narrativa francese scegliendo una voce certamente originale. Il paragone con Amélie Nothomb è improprio , lo stile non ha la sua logica ferrea e l’inevitabile comicità noir. Volendo cercare una somiglianza , la Ovaldé ha una scrittura poetica e stralunata alla Boris Vian. (cb)

L’incipit

Il libro sul sito di Minimum Fax

Intervista alla scrittrice (di Lorenza Pieri) sul romanzo Gli uomini in generale mi piacciono molto

Intervista a Véronique Ovaldé – YouTube