Ebook, da leggere e da scrivere

I segnali della crescita dell’editoria digitale sono sempre più evidenti e macroscopici anche sul piano simbolico. Uno di questi arriva dal New York Times, da sempre molto attento all’editoria tradizionale. Il NY Times ha annunciato che dall’inizio del 2011 inizierà a pubblicare le classifiche dei best seller di ebook. Dal 1935, autori e editori hanno sempre misurato il proprio successo in base alle classifiche del quotidiano.

Gli ebook sono una naturale estensione del mercato dei libri che si sta spostando sempre più su apparecchi elettronici. “La crescita dell’editoria digitale ha creato la necessità di una fonte imparziale affidabile per il monitoraggio e le vendite degli eBook in tutto il Paese”, ha detto Janet Vecchio, direttore di News Surveys, sezione del NY Times. “Il Times è sinonimo di fiducia all’interno del settore e tra i consumatori. Come tutte le nostre classifiche, queste potranno beneficiare di fonti certe che controllano le tendenze del settore”.

Le graduatorie riflettono le vendite aggregate da un numero crescente di fornitori di servizi online che vendono libri elettronici. Per proteggere ulteriormente l’integrità della classifica, il Times sta sviluppando uno strumento di elaborazione e visualizzazione delle informazioni necessarie e di verifica dei dati forniti.

Le liste appariranno nella sezione Book Review, sia nell’edizione cartacea che in quella online. Le classifiche
rispecchieranno le vendite di una vasta gamma di ebook di interesse generale a livello nazionale. I rivenditori a cui faranno riferimento includono catene nazionali, regionali e locali e negozi on-line .

Intanto si sviluppano nuove possibilità per pubblicare un ebook. Fino a poco fa lo si poteva fare attraverso il sito di Amazon, nella sezione self-publishing. Da oggi arriva anche un’offerta italiana.  La propone Simplicissimus Book Farm.  Permetterà a un autore di sottoporre il proprio manoscritto per vederselo convertito in ePub, ma mantenendo le funzioni tipiche di un editore: con servizi professionali di valutazione, correzione, revisione ed editing  pre-pubblicazione; e di distribuire e vendere il proprio libro su tutte le principali librerie online, ricavandone il 60% del prezzo che l’autore stesso deciderà.

E’ una notizia importante – che arriva peraltro nel giorno in cui si svolge il primo Festival dell’ebook in Italia – perché supera, almeno nelle intenzioni, il pregiudizio avanzato da molti difensori dell’editoria tradizionale, secondo i quali gli editori digitali in sostanza azzererebbero le professionalità dell’editoria, di selezione, revisione del testo, eccetera, divulgando inoltre un flusso indiscriminato di lavori.

Soprattutto quest’ultimo aspetto sembra un’ipotesi concreta. Difficilmente, in un Paese con basse percentuali di lettori e altissime di manoscritti nei cassetti, si potrà resistere alla tentazione di esistere nell’imperituro spazio digitale. Ma d’altra parte, se questo porterà a diffondere anche dei testi interessanti, altrimenti destinati all’indifferenza e alla sciatteria di molta editoria cartacea (basta vedere nelle nostre librerie cosa viene pubblicato e quanto siano rari i libri che lasciano un segno) , ne sarà valsa la pena.  (Cristina Bolzani)

E-Book Best Sellers – New York Times

1 Comment

  1. Grazie per l’attenzione che hai riservato a Narcissus, Cristina: in effetti è anche per noi un’area di sperimentazione per capire l’impatto che la transizione al digitale ha anche sulle tradizionali modalità di “selezione” della qualità.

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