Interviste inattuali. Coe, McDonald, Saviano

Intervista a Jonathan Coe – La pioggia prima che cada

“(…) Non c’è niente di più potente della posizione di genitore, dove la casa rappresenta il tuo regno e tu sei il dittatore – piuttosto che un rappresentante eletto – e hai sotto il tuo controllo, sotto il tuo dominio queste giovani creature che sono molto vulnerabili e totalmente dipendenti da te per tutti quelli che sono i bisogno materiali (…)”.

Intervista a Ann-Marie McDonald – Come vola il corvo

” (…) Ho lavorato sodo e a lungo per ricordare il mio punto di vista da bambina, quale era la mia percezione del mondo e degli adulti, come mi appariva il mondo degli adulti e come riuscivo a comprenderlo. Si parla molto dell’innocenza dei bambini, non amo molto questo termine, perché è come se mettesse a tacere i bambini e li facesse vivere in un’atmosfera di tranquillità, come se nella loro testa non ci fosse nulla. (…) “

Intervista a Roberto Saviano  – Gomorra

“(…) La scrittura è sempre distanza, è pausa. Credo profondamente in una frase di Ernest Hemingway quando diceva ‘lo stile è grazia sotto pressione’. Ecco, credo che senza questa pressione per me sarebbe stato impossibile scrivere Gomorra. Il mio io c’è, c’è tutto e ho voluto fortemente ci fosse ma al contempo credo sia questa strana alchimia fra me e la mia scrittura ad aver creato questo io narrativo a fronte di dati disciplinati (…)”.