Interviste inattuali/2. Julia Kristeva

 

Intervista a Julia Kristeva – Colette

Il testo

“(…) L’ammirazione di Colette per Proust ci ha messo del tempo a manifestarsi. Nei suoi primi libri era un po’ scettica, un po’ ironica, e forse anche con dei piccoli accenti di antisemitismo che suo marito ha corretto. Loro hanno due cose in comune. Da una parte la presenza della memoria infantile; sappiamo che Proust e la Recherche, attraverso la madeleine, rievoca questi ‘tempi perduti’ dell’infanzia. Anche Colette. Ma lei dice che non ricerca il suo tempo; perché è sempre lì. Lei non ha trasgredito, non è stata blasfema, non ha fatto scandalo per trovare questa infanzia. Per lei l’infanzia è sempre presente, nella purezza. Del testo magnifico di Proust che è Sodoma e Gomorra lei ha scritto la versione femminile, ed è Il puro e l’impuro. Colette pensa che l’omosessualità femminile abbia una purezza che richiama la relazione madre-figlia. E poi, la seconda particolarità che avvicina i due autori è che attraverso questa esperienza della bisessualità arrivano a rendere il linguaggio vicino alla sensualità. Quella di Proust e di Colette sono lingue non astratte, ma imbevute di sensazioni. Il mio libro su Proust si chiama Il tempo sensibile, e Colette è «la carne del mondo», sempre alla ricerca di una sensualità. In maniera molto diversa, ma che è anche convergente. E’ una stessa esperienza, forse specifica in modo diverso per i due sessi. (…)”.