E Salinger disse no

Davvero vi aspettavate che un uomo che caccia un cameraman con questa faccia, potesse accettare a cuor leggero che la sua creatura letteraria diventasse un film, con tutti gli annessi di gestione della ‘macchina’ cinematografica nonchè di inevitabile esposizione mediatica?

E poi il giovane newyorchese,  quello che si interroga con tanta soavità sul destino delle anatre a Central Park, d’inverno – nel frattempo, era diventato leggendario (in vetta alle vendite fin dalla sua pubblicazione, nel 1951) anche senza l’intervento magnanimo del cinema che, si sa, fa leggere e fa arrivare il successo. 

E più Holden diventava famoso, più Salinger viveva da eremita, reclusione durata cinquant’anni. Non voleva le sue foto sui libri, rifiutava interviste. Insomma dopo aver detto no, in tutti modi possibili, al mondo socializzato che pure lo adorava, disse no anche al cinema.

Nella lettera in cui spiega le sue ragioni Salinger nota con apparente tautologia che  Il Giovane Holden è un romanzo molto romanzesco. Certo, ammette, ci sono molte ‘scene’ pronte per essere rappresentate – solo uno sciocco potrebbe negarlo -, ma per me il peso del libro è nella voce del narratore, nelle peculiarità ininterrotte del suo personale e determinante atteggiamento nei confronti del lettore-ascoltatore, nelle sue digressioni sugli arcobaleni di benzina nelle pozzanghere in mezzo alla strada, nella sua filosofia e nel suo modo di osservare un set di valige di cuoio oppure le scatole di dentifricio vuote: in una parola, nei suoi pensieri. Così Salinger difende con vigore la voce, l’uso della prima persona, lo speciale flusso di coscienza del ‘suo’ Holden. E aggiunge, considerando l’ipotesi di rinunciare alla tecnica della prima persona nella rielaborazione per il cinema: Certo, se poi la separazione è forzata resta comunque sufficiente materiale per qualcosa che possa essere definito Un’Entusiasmante (o forse solo Interessante) Serata a Teatro. Ma trovo l’idea, se non totalmente odiosa, sufficientemente antipatica dal trattenermi dal vendere i diritti. Quale lucidità di argomenti, e quanto aplomb da questo gran misantropo.