Stieg e io

Ancora su Stieg Larsson, di cui si è gia parlato qui. C’è infatti un altro modo per rendere immortale uno scrittore, che non è finire le sue opere lasciate incompiute. Qui l’editore Marsilio, lo stesso che ha pubblicato  la trilogia Millennium, fa parlare la compagna di Larsson, in una specie di diario che ripercorre la vita con lo scrittore scomparso, una storia d’amore durata trent’anni.

Nel libro si parla anche della spietata lotta ereditaria partita dopo la morte di Larsson. Dato che Eva e Stieg non erano sposati i dieci milioni di euro dei diritti d’autore dello scrittore sono finiti al padre e al fratello. La Gabrielsson dichiara poi di essere l’unica che sarebbe in grado di scrivere God’s Revenge (il quarto capitolo mancante della saga).

Stieg Larsson l’autore di gialli di successo, è nato con la pubblicazione del primo volume  della trilogia, Uomini che odiano le donne. Invece, l’uomo che ho amato, colui a fianco del quale ho camminato per trentadue anni, l’uomo tenero, impegnato, generoso, il giornalista, il femminista, il militante. Quello Stieg è nato il 15 agosto 1954

Così Eve racconta il loro rapporto in un’intervista a Marie Claire: Stieg ha scritto i romanzi, ma quello che c’è dentro è una miscela di ciò che abbiamo vissuto, costruito e imparato insieme in oltre 30 anni. Molte fra le analisi, e i modi di dire che ha messo in bocca ai personaggi facevano parte dei nostri ragionamenti quotidiani e del nostro lessico.

È come se avessimo formulato insieme una ricetta e scelto accuratamente gli ingredienti fra le esperienze vissute insieme o singolarmente. Stieg si sarebbe aspettato che difendessi tutto questo, invece di lasciarlo in mano ai ghost writers e agli sceneggiatori assoldati dalla sua famiglia e dai produttori svedesi e americani per continuare a sfruttare il filone con tutti i mezzi, compresa una collana di fumetti. Credo che i lettori abbiano già subito abbastanza e che non meritino addirittura l’affronto di qualcuno che continua a scrivere per conto di Stieg, nemmeno se fossi io. Dei sequel scritti solo per fare soldi non potrebbero mai essere validi quanto i romanzi che lui aveva scritto col cuore e con l’obiettivo di mostrare al mondo le cose che vanno cambiate. I lettori non sono sciocchi, si accorgerebbero della differenza e il risultato sarebbe solo di deprezzare gli originali. Ironicamente, però, gli eventi che hanno fatto seguito alla scomparsa di Stieg rispecchiano proprio quei temi che Millennium voleva denunciare: ingiustizia, discriminazione verso le donne, avidità. Veri peccati mortali. Mi sono sorpresa anch’io nell’accorgermi che raccontare la nostra storia è stato come scrivere il seguito di Millennium, anche se tra i personaggi mancano Mikael Blomkvist e Lisbeth Salander. 

Il libro ha ispirato il remake Usa di Uomini che odiano le donne, in uscita a febbraio.

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