Liste vertiginose

[youtube_sc url=”[youtube_sc url=”http://youtu.be/fccdGBi9JUs”%5D

Dell’insopprimibile impulso tipico della mente occidentale per le liste, i cataloghi, le collezioni, ha scritto Umberto Eco nel saggio accanto (Bompiani), che in inglese suona come  The Infinity of Lists: An Illustrated Essay, dimostrando come possa esistere una poetica dei cataloghi. Eco si chiede come classificare in modo rigoroso, secondo quali criteri.
La storia della letteratura è ricchissima di liste.

La lista è l’origine della cultura – spiega Eco. E’ parte della storia dell’arte e della letteratura. Che cosa vuole la cultura? Rendere comprensibile l’infinito. Si vuole inoltre creare un ordine – non sempre, ma spesso. E come, da esseri umani, si affronta l’infinito? Come si cerca di afferrare l’incomprensibile? Attraverso gli elenchi, i cataloghi, le collezioni nei musei, e con enciclopedie e dizionari.

Ha un fascino l’elenco delle donne conquistate da Don Giovanni:  2.063, almeno secondo il librettista di Mozart, Lorenzo da Ponte.

Ecco l’inizio di una poesia-lista di Wislawa Szymborska, Possibilità

Preferisco il cinema. 
Preferisco i gatti.
Preferisco le querce sul fiume Warta.
Preferisco Dickens a Dostoevskij.
Preferisco me che vuol bene alla gente, a me che ama l’umanità.
Preferisco avere sottomano ago e filo.
Preferisco il colore verde.
Preferisco non affermare che l’intelletto ha la colpa di tutto.
Preferisco le eccezioni.
Preferisco uscire prima.
Preferisco parlar d’altro coi medici.
Preferisco le vecchie illustrazioni a tratteggio.
Preferisco il ridicolo di scrivere poesie, al ridicolo di non scriverne.
Preferisco in amore gli anniversari non tondi, da festeggiare ogni giorno.
Preferisco i moralisti che non promettono nulla.
Preferisco una bontà avveduta a una credulona.
(…)

Ma poi, la lista della spesa, il menu, le ultime volontà, la playlist musicale.
Nel magma di Internet le liste – di quello che ci piace, che compriamo, dei siti che visitiamo eccetera – costruiscono ormai un’identità. E non è più un’identità da cyberflâneur, se s’intende un girovagare nella Rete, in incognito e senza frenesie consumistiche, senza essere catturati da alcunché, mantenendo una solitaria, non dipendente e non compulsiva libertà. Ecco una lista delle cose da fare, di Leonardo da Vinci.