Toxique

Nell’estate del ’57, dopo un incidente in macchina, per tre mesi fui in preda a dolori sufficientemente forti da farmi dare ogni giorno un succedaneo della morfina chiamato “875” (Palfium). Alla fine di quei tre mesi ero sufficientemente intossicata da farmi ricoverare in una clinica specializzata. Durante quel ricovero, che fu breve, scrissi questo diario che ho ritrovato l’altro giorno. Con questa prestazione Françoise Sagan introduce una raccolta di testi frammentari. Questo è Toxique. I disegni di Bernard Buffet sono più espliciti della scrittura elegante, che non si sofferma sui dettagli della sofferenza psichica e fisica di quei giorni, nel 1957, tre anni il successo di Bonjour tristesse.

 

In questi frammenti è raccolto tutto. La paura e la solitudine, l’angoscia in quel momento di immobilità forzata; poi le letture, tentate e abbandonate, le riflessioni sull’esistenza. Ma la cosa più commovente è che qui spiccano due ‘amori’ che saranno il suo daimon di una vita: il rapporto con le droghe e la passione per la velocità: Quel cofano nero slanciato, quel rumore fiducioso e amichevole, le Jaguar un po’ lunghe, le Aston un po’ pesanti, mi mancate da morire dopo aver rischiato di morire con voi. Molto umano. Quando è uscito in Francia, nel 2009 dopo una prima comparsa nel 1964, Toxique è diventato un caso editoriale. In Italia è uscito da Barbès Editore.

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