Ogni cosa è da lei illuminata

Al centro del racconto inedito di Annamarie Schwarzenbach  – ambientato nella sua prediletta Engadina, che lei definiva “il mio luogo più proprio e più originario, quello dove mi muovo con più sicurezza e dove mi sento leggera come da nessun’altra parte” – c’è un amore lesbico. Un testo di coming out scritto a ventun anni “in cui nulla veniva dissimulato”, fa notare il nipote della scrittrice Alexis  Schwarzenbach, che ha ritrovato il manoscritto nell’Archivio svizzero di letteratura di Berna, e ne ha curato personalmente la pubblicazione: “Ogni cosa è da lei illuminata si colloca in uno spazio che si credeva vuoto. Benché Annamarie Schwarzenbach avesse scritto già a vent’anni a un amico di poter ‘amare con vera passione solo le donne’ e , stando a un rapporto del 1934 della polizia zurighese, la sua omosessualità fosse ‘ben nota a tutta la città’, fin dal  momento della sua riscoperta nel 1987, grazie all’opera di tre autori che vi si interessarono contemporaneamente, le si è

sempre rimproverato di non aver tematizzato a sufficienza l’omosessualità nella sua opera, o di averla rappresentata in modo troppo velato”.

_______________________

L’inizio:

Vedere una donna: solo per un secondo, solo nel breve spazio di uno sguardo, per poi perderla di nuovo, da qualche parte, nell’oscurità di un corridoio, dietro una porta che non ho il diritto di aprire –

ma vedere una donna, e sentire nello stesso istante che anche lei mi ha vista, che i suoi occhi si fissano su di me, interrogativi, come se dovessimo incontrarci sulla soglia dell’ignoto, questa frontiera oscura e malinconica della coscienza…
sì, sentire in questo secondo che anche lei si arresta, quasi dolorosamente interrotta nel flusso dei suoi pensieri, come se i suoi nervi si contraessero, sfiorati dai miei. E non ero forse stanca, le immagini della giornata non si confondevano forse in me, vedevo ancora campi innevati, e le ombre della sera che si allungavano su di essi, vedevo la folla al bar, giovani ragazze passarmi davanti, condotte dai loro ballerini come bambole, ridevano incoscienti sopra le esili spalle, il viso rivolto all’indietro, il loro riso veniva sommerso dal jazz che riempiva echeggiando la sala, e ci si sottraeva a tutto questo in un angolo, allora Li mi fece un cenno, il suo piccolo viso si contrasse, bianco, sotto le alte sopracciglia depilate. Spinse il suo bicchiere verso di me costringendomi, ostinata, a vuotarlo, posò le mani affusolate intorno alla nuca del norvegese, ballando, e fluttuò davanti a me mentre lui fissava lo sguardo sulle sue labbra.

[youtube_sc url=”http://youtu.be/N6kbfB_e7BI”%5D

Libri di Annemarie Schwarzenbach

La vita in pezzi

1 Comment

  1. Ciao, sto leggendo “Lei così amata”di Melania G. Mazzucco che è la biografia romanzata di Annamarie. Il suo personaggio mi sta catturando e la sua intimità fragile e forte allo stesso tempo me la rendono molto cara. Così, cercando le sue opere tradotte in italiano (perché adesso vorrei leggere qualcosa di suo), mi sono imbattuta in questo articolo. Mi riserverò di vedere il video quando finirò il libro (manca poco ahimè), ma grazie per questo post e complimenti, mi piace molto il vostro Cafè (lo visiterò spesso).

I commenti sono chiusi.