Luigi Spagnol parla di Scrittori

La casa editrice Ponte alle Grazie inaugura una nuova collana dal titolo Scrittori, intenzionata a proporre narrazioni particolarmente sperimentali e creative. Scritture “letterarie”.  Ma questo – chiedo al direttore editoriale Luigi Spagnol non dovrebbe essere l’obiettivo tout court di tutta l’editoria di qualità?

Suppongo di sì. La novità, per quanto riguarda la nostra casa editrice, non sta nel pubblicare libri di qualità, ma nell’aver deciso di raggrupparli in una collana dalla grafica e dalle intenzioni molto chiare.
Non pensiamo di essere né gli unici né i primi, saremmo molto tristi se pensassimo che nessun altro in italia pubblichi libri di qualità. Pensiamo però che mai come in questo momento ci sia bisogno di comunicare con chiarezza le ambizioni dei libri che si pubblicano, di evitare confusione, di provare a fare una collana che possa diventare un punto di riferimento per i lettori che cercano alta letteratura e per gli scrittori che cercano di produrla.

A proposito, che cos’è la “qualità” in narrativa?

Se si potesse rispondere in poche righe, probabilmente non ci sarebbe bisogno di una collana; certamente non ci sarebbe bisogno di tutti i volumi di critica letteraria che sono stati scritti nel corso degli anni. Forse, addirittura, la migliore definizione di letteratura di qualità è proprio quella di una letteratura che non si lascia spiegare in poche righe.
Sicuramente, in una qualsiasi definizione dovrebbe trovare spazio anche l’ambizione di scrivere libri diversi da tutti quelli che sono stati scritti fino a quel momento.

 Quali saranno i prossimi nomi , a parte la prima uscita con il romanzo di Laura Pugno?

Pubblicheremo a breve un libro di viaggio di Cees Nooteboom, il più grande scrittore olandese vivente, che nel suo “il suono del suo nome” racconta – tema attualissimo – il mondo dell’islam. sebbene i suoi scritti facciano riferimento al passato (viaggi degli anni settanta), si vede come gli scrittori abbiano la vista lunga e la scrittura possa illuminare il presente. pubblicheremo poi il nuovo romanzo di Juan Gabriel Vasquez, “il rumore delle cose che cadono”, una delle voci più interessanti, insieme all’argentino Andres Neuman, della giovane letteratura latino americana. il suo romanzo ha vinto il Premio Alfaguara, uno dei più prestigiosi premi letterari spagnoli.

Che tipo di reazione si aspetta dai lettori ? C’è spazio in questo Paese dominato dai non-lettori per uno slancio verso narrazioni più ostiche?

Si potrebbe dire che questa è la nostra scommessa, ma io vorrei spingermi oltre. La nostra scommessa è riuscire a intercettare quel pubblico con la nostra collana; l’esistenza di quel pubblico per me non è in dubbio. Mi sembra che si rischi di commettere due errori: il primo sta nel cercare di trovare tracce della presenza di appassionati di letteratura nelle classifiche dei libri più venduti. E’ del tutto normale che non ce ne siano, se non in rari casi. Nelle classifiche dei libri più venduti di tutti i Paesi del mondo (compresi quelli in cui si legge molto di più che in italia) ai primi posti ci sono i libri che hanno l’indubbio merito di avvicinare al libro persone che abitualmente non leggono. Non c’è nulla di male, nulla di strano, anzi io penso che sia un bene. Il secondo errore è pensare che siccome i libri per non lettori vendono di più si possa trascurare il pubblico dei lettori. E’ un errore di prospettiva, una china che seguita fino in fondo porterebbe alla fine delle librerie, forse anche degli editori, e soprattutto a uno spaventoso impoverimento della cultura.

Mi permetto, però, di eccepire sulla parola ‘ostiche’. Non è affatto detto che la letteratura di qualità sia più difficile. A volte è solo più sorprendente.

Secondo lei che evoluzione avrà il mercato editoriale tradizionale di fronte a fenomeni crescenti come il self-publishing e ebook?

Sinceramente, non ne ho idea. Faccio l’editore, che è un mestiere già abbastanza incerto per natura. Preferirei evitare di fare il profeta, anche perché sarei certo di sbagliare.