Anche Kertesz sceglie il silenzio

Dopo il ritiro di Philip Roth, nel mondo letterario sembra diffondersi un ‘effetto Bartleby’.  Imre Kertesz, 83 anni, ha annunciato che non scriverà più. “Non voglio più scrivere. L’opera collegata con l’Olocausto ha rappresentato la mia conclusione ideale”, ha detto il Premio Nobel per la Letteratura 2002 a index.hu. Nato in una famiglia ebrea a Budapest nel 1929, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti di Auschwitz e Buchenwald, Kertesz, che oggi vive a Berlino, è convinto che la sua opera sia compresa maggiormente in Germania che in Ungheria. Essere senza destino è il suo romanzo più famoso: descrive l’esperienza di un ragazzo ungherese di 15 anni deportato nei lager.

“Ogni volta che penso a un nuovo romanzo penso a Auschwitz”, aveva detto. Ora Kertsez ha manifestato il desiderio di non pubblicare più libri. “Il destino è imperscrutabile”, si è limitato ad aggiungere sibillino lo scrittore ungherese interpellato dal settimanale tedesco Der Spiegel. A Berlino Kertesz ha inaugurato un archivio di manoscritti delle sue opere letterarie, come Storia poliziesca, Kaddish per il bambino non nato, Fiasco, Dossier K. e La liquidazione.

  

[youtube_sc url=http://youtu.be/Cl7eFs755Ak]

[youtube_sc url=”http://youtu.be/HoybOvrnHnM”%5D