Idillio di Sigfrido

L’Idillio di Sigfrido è una delle poche pagine sinfoniche di Richard Wagner  e la più famosa. Un destino singolare, se si pensa che questo lavoro doveva del tutto estraneo alle sale da concerto. E’ infatti un omaggio alla moglie Cosima per il suo trentatreesimo compleanno e – a parte rare occasioni, su esplicita concessione della coppia – non sarebbe dovuto uscire dalle mura domestiche se otto anni più tardi Wagner non fosse stato costretto a pubblicarlo per far fronte a un urgente bisogno di soldi.

La ‘prima’ fu una sorpresa per Cosima: le note dell’Idillio la accolsero la mattina del 25 dicembre del 1870, quando uscì con i bambini. Il piccolo ensemble, di 13 strumentisti, era disposto sulle scale della villa; lo dirigeva lo stesso Wagner e tra il pubblico c’era il giovane Nietzsche.

Benchè sia un lavoro strumentale, la tecnica compositiva è quella definita da Wagner in ambito drammaturgico. Non ci sono cesure ma un flusso ininterrotto di suoni, intessuto da una trama di motivi in cui si dipana una storia non scritta.

 L‘Idillio di Sigfrido è un poema sinfonico senza testo, il cui contenuto non sfuggiva però a Cosima, che conosceva l’origine e il significato dei motivi che lo attraversano.

I due temi principali, il ‘motivo della purezza’ e i ‘motivi del mondo’, erano stati usati da Wagner nel duetto d’amore di Brunilde e Sigfrido nella seconda giornata della Tetralogia. Ma non è solo al Sigfrido che Wagner pensa quando scrive questa pagina sinfonica. Allude anche a un più vecchio progetto musicale cui aveva messo mano nel luglio del 1864, e che avrebbe dovuto suggellare la felicità raggiunta con Cosima. E a confermare che l”Idillio è un lavoro intimo riservato alla propria famiglia è la citazione di un frammento di ninnananna intonato dall’oboe sullo sfondo degli archi, che qualche anno prima il compositore aveva annotato per la figlia Eva.

L‘Idillio di Sigfrido sarà eseguito all’Auditorium Conciliazione dall’Orchestra Sinfonica di Roma con la direzione di Francesco La Vecchia, con Meehae Ryo al violoncello.

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