Da Spinoza alla politica del consenso

La verità della sostanza è nell’errore dei modi, comunque vada qualcosa sarà sbagliato per forza, andrà male… Ma si può abitare lo stesso una terra dove il cielo è vuoto? E il cielo di Spinoza è vuoto o il Dio di Spinoza è semplicemente un Dio (la Sostanza) che non si può pregare? Spinoza, uomo copernicano, cambia il pensiero: dopo di lui niente è stato più uguale: come Giordano Bruno e Cusano, Spinoza è un uomo copernicano: il suo insegnamento è che il mondo è necessariamento libero, non ci sono cause finali, il mondo non è, accade, e la verità pertanto non è circoscrivibile in un giudizio. La mappa non è mai definitiva. La sfida per l’uomo e la sua possibilità di essere felice, o anche solo meno infelice, è dire di sì a questo, comprendendo la sua fragilità. Di Spinoza abbiamo parlato con Carlo Sini, docente di filosofia teoretica all’Università degli Studi di Milano per oltre 30 anni, accademico dei Lincei e allievo di Enzo Paci.

Partendo da Spinoza o l’archivio del sapere – volume IV tomo I delle sue Opere in corso di pubblicazione con Jaca Book – abbiamo parlato con Sini anche della politica, dello scopo della filosofia e della trasmissione orale del sapere, funzione assolta con approssimazione e molto spesso in difetto, oggi, dalla televisione.

 Intervista a Carlo Sini (di Laura Carcano)

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