Pathétique!

Il 21 ottobre ebbe luogo una prova privata della sinfonia, eseguita da un gruppo di insegnanti e di allievi del Conservatorio di Mosca. Alcuni dei musicisti erano ovviamente perplessi, e alla première la risposta del pubblico fu meramente educata, mentre la stampa in generale stabilì che la sinfonia era di qualità inferiore rispetto alle precedenti. Čajkovskij fu invece più fiducioso:  «Non è che non sia piaciuta, ma ha prodotto un po’ di sconcerto», scrisse due giorni dopo a Jurgenson.  «Per quanto mi riguarda, sono più orgoglioso di questo lavoro che di qualsiasi mia altra opera.» Era stata semplicemente bollata come  «Sesta Sinfonia: Si minore» e Modest rivendicava questo titolo come quello definitivo. Dopo l’esecuzione, i due fratelli avevano discusso sull’argomento, ma senza decidere nulla:  «Lasciai la stanza con Pëtr Il’ič che non aveva ancora deciso nulla», ricordò Modest. «Poi, all’improvviso, mi venne in mente il titolo Pathétique. Tornai indietro e ricordo come fosse ieri di aver pronunciato quella parola mentre ero sulla soglia della porta. “Magnifico, Modest, bravo, Pathétique!” – e in mia presenza egli scrisse sulla partitura il nome che da allora le è rimasto.

(da David Brown, Čajkovskij –  Guida alla vita e all’ascolto, ilSaggiatore, pgg.392-393)

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