Chi ha paura di Jane Austen

Quando la Banca d’Inghilterra – scrive il New Yorker nell’articolo Fear of Jane  Austen – ha annunciato, il mese scorso, l’intenzione di stampare Jane Austen sulla banconota da dieci sterline, sembrava la più naturale delle scelte. Chi meglio di lei rappresenta la realizzazione femminile? Tra le figure letterarie, la Banca d’Inghilterra non ha scelto di onorare Charlotte Brontë, la cui impareggiabile eroina, Jane Eyre, si dichiara “un essere umano libero dalla volontà indipendente”. Né ha scelto George Eliot, autrice del solo grande romanzo Middlemarch, la cui adozione di uno pseudonimo maschile può, per i suoi contemporanei, aver mitigato solo in parte la sua inquitante superiorità intellettuale incombente sulla maggior parte, se non tutti, i suoi coetanei maschi.

Jane Austen, d’altra parte, è stata quasi del tutto addomesticata dalla popolarità. Autrice di sei romanzi immortali, è anche l’inconsapevole generatrice di innumerevoli film a essi ispirati, critiche e galatei sentimentali, oltre che essere l’ispirazione di Bridget Jones, e, più recentemente, di una infelice versione scultorea di Mr. Darcy. Questo suo popolare, neutralizzato appeal deve aver convinto la Banca. Austen oggi tra gli inglesi gode di un status simile a quello di una tazza di tè: accogliente, ristoratore, non minaccioso, e onnipresente.

Chi potrebbe opporsi a onorare la signorile, amata Jane? Alcune persone, si è scoperto, tra le quali un ventunenne arrestato per aver minacciato su Twitter lo stupro o peggio contro Caroline Criado-Perez, la giornalista e femminista autrice della campagna che ha portato la Banca alla decisione. Sostenitori parlamentari della Criado-Perez hanno ricevuto minacce, così come i giornalisti che hanno scritto con simpatia della sua crociata. Minacce che hanno aperto una accesa discussione sul lato oscuro di Twitter e lo spazio che offre alla violenza verbale contro le donne. La popolare columnist Caitlin Moran si chiede sul  Times:  se un “bel dibattito borghese   sul mettere la foto di Jane Austen su una banconota, nel lato opposto della regina, provoca una tempesta di abusi come questo, che cosa accadrà quando arriviamo ai problemi più grandi?”

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Jane Austen, naturalmente, non fu oggetto di tali attacchi personali; la sue opera apparve anonima. Una strategia editoriale creata per proteggerla – una Signora, come si legge sul frontespizio di Ragione e sentimento, la sua prima pubblicazione. In quel periodo le autrici non potevano essere  pubblicamente minacciate di stupro, anche se la varietà di mancanza di rispetto che potevano ricevere era molto sprezzante, e non senza una implicazione di denigrazione sessuale.

imageSe è possibile essere insultati perché si difende una celebrazione di Jane Austen, questo serve a ricordarci che il suo potere di sconvolgimento e di sfida, che è il potere dell’arte, non si è del tutto realizzato, nonostante la quantità di libri sul galateo ispirati alla Austen e le borse con I ♥ Mr. Darcy. Questo ci dimostra anche che i limiti della tolleranza verso l’emancipazione femminile si sono evoluti meno di quanto sperato. Quasi duecento anni dopo la sua morte, – conclude Rebecca Mead nel suo articolo sul New Yorker – la Austen può ancora insegnarci qualcosa sulla natura umana e sulla sua espressione sociale. Avremo bisogno di più donne sulle banconote, ovunque gli uomini possano agire incontrastati, prima che il suo lavoro sia completo.