Preraffaellite sfocature di J. M. Cameron

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Julia M. Cameron, Mrs Herbert Duckworth (poi Mrs Leslie Stephen), madre di Virginia Woolf, 1867

L’ambivalenza è una caratteristica delle fotografie di Julia Margaret Cameron. I suoi ritratti carichi di dinamismo sono fra i più nobili e impressionanti che mai siano stati prodotti dalla macchina fotografica; d’altro canto, i suoi ritratti in costume si attengono al linguaggio stilistico dei pittori preraffaelliti. (…)

Sovvertiva le regole della tecnica; ricorreva a qualsiasi mezzo per ottenere gli effetti desiderati. Le immagini evanescenti, sfocate, deplorate da molti critici, erano intenzionali. Scrisse all’amico Sir John Herschel che sperava d’innalzare la sua arte

 al di sopra della Fotografia topografica puramente convenzionale consistente nel fare una mappa,  nel dare a uno scheletro fattezze e forme senza quella rotondità  e quella pienezza  di forza, quel modellare di carni e di membra che soltanto la mia particolare messa a fuoco può dare, per quanto sia chiamata «fuori fuoco» e come tale condannata. Che cos’è il fuoco? e chi ha il diritto di dire qual’è il fuoco giusto? La mia aspirazione è di nobilitare la Fotografia e di assicurarle il carattere di una grande Arte combinando insieme il reale e l’ideale e nulla sacrificando della Verità pur con tutta la possibile devozione alla Poesia e alla Bellezza…

(tratto da Beaumont Newhall, Storia della fotografia, pp. 111-112, Einaudi)

Mise en abyme di Lady Hawarden

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