Il mito di Amelia

Amelia Earhart Photo and Crash Goggles
AP Photo/Ben Margot

Quando certe icone si perdono nei cieli, la ricerca delle loro tracce può durare anche decenni. E’ successo allo scrittore Antoine de Saint-Exupery, come all’aviatrice  Amelia Earhart. Entrambi  fatalmente attratti dal volo, il mistero della loro fine resta, nonostante il ritrovamento dei relitti di aereo sul quale precipitarono. Ci sono i dubbi legittimi, ma forse anche l’emblematica ritrosia a considerare chiusa la vicenda. Ci sono molte congetture, molte puntate nel mistero che riaffiora ogni tanto. Poi, nel 1991, sull’atollo di Nikumaroro viene identificato un pezzo di alluminio che, secondo una nuova ricerca – riferisce Fox News – sarebbe parte del bimotore Lockheed Electra di Amelia.

Amelia Earhart
AP Photo

Una foto riapre il caso della sua scomparsa. Come una serie di foto, di suoi ritratti – che uniscono eleganza e sfrontato ma apollineo coraggio – ha costruito il mito di Amelia Earhart, con lo stile che ha viaggiato fino a oggi ed è ancora ben presente nell’immaginario della moda e del cinema.

Femminista, amica di Eleanor Roosevelt, androgina avventuriera vestita con calzoni da polo, stivali, cravatta e giubbotto di pelle, Amelia Earhart è stata la prima donna ad attraversare l’Atlantico in solitaria. Il suo progetto più ambizioso era quello di circumnavigare il globo lungo la rotta equatoriale. Il viaggio che non avrebbe potuto immaginare era quello sulle riviste patinate del XXI secolo.

Il film su Amelia interpretato di Hilary Swank