L’Obiettivo ben temperato

scianna besson
Henri Cartier-Bresson – ph Ferdinando Scianna – © Contrasto

«Eravamo andati insieme all’Espace Cardin sugli Champs-Elysée. Lo attendevano due vecchie amiche, molto amiche fin dalla gioventù. Si era portato il suo lbro sull’India da dedicare. faceva un po’ caldo. Le due signore, platealmente e con ironica complicità, lo sventagliavano come schiave orientali. Lui gongolava. Io ho fatto questa fotografia. Ero tra i pochissimi che poteva permettersi di fargli delle fotografie senza scatenare aggressioni a mano armata: lancio di scarpe, ombrellate e simili, cui ho avuto la disavventura  e il divertimento di assistere. (…) E’ morto sereno, il gran nervoso. E’ morto come è vissuto, senza paura. Lo specialista in evasioni è riuscito anche in questa.

Per ricordarlo, come chiedeva lui, ho ascoltato le Suite inglesi di Bach, la musica che più amava e che lo ha costantemente accompagnato negli ultimi anni.

Lui, l’Obiettivo ben temperato.»

(da Ferdinando Scianna, Visti&Scritti, Contrasto, pgg. 192-193)

Henri Cartier-Bresson all’Ara Pacis

Gianni Berengo Gardin e la foto amata da Cartier-Bresson (intervista)