Ritratto della Pussy Riot Yekaterina

Adam Broomberg & Oliver Chanarin - The Revolutionary (Yekaterina Samutsevich), pussy riot
Yekaterina Samutsevich – Ph: Broomberg e Chanarin

E’ tra i ritratti esposti a Fotografia – Festival internazionale di Roma Ecco la sua storia interessante, l’hanno raccontata i fotografi Broomberg&Chanarin al Guardian.

«L’estate scorsa siamo andati a Mosca per visitare una società che stava sviluppando un nuovo tipo di ritrattistica. Lo scopo è quello di scattare foto di persone che transitano in luoghi come valichi di frontiera, stazioni ferroviarie, centri sportivi, persino cinema. È misterioso e sinistro: cattura la forma di un volto in una frazione di secondo, da più angolazioni, utilizzando vari obiettivi. E poi costruisce un modello 3D della testa che può essere attentamente analizzato e conservato come riferimento futuro. Il risultato è più simile a una maschera mortuaria che a una una fotografia. Gli occhi hanno un aspetto mortifero, perché in nessun punto il soggetto guarda in  camera. L’immagine potrebbe essere usata come prova in un tribunale come un’impronta digitale.  Quindi, se una persona partecipa a una protesta e una macchina fotografica coglie solo in parte la sua faccia, la sua identità potrebbe essere scoperta – se di lei esiste già una di queste foto.

Quello che ci spaventa è che questa tecnologia funziona in quella che i suoi sviluppatori definiscono la modalità non-collaborativa: il soggetto non è consapevole della macchina fotografica, non guarda mai nell’obiettivo, non ha alcuna interazione. Eppure, storicamente, la fotografia è sempre stata di collaborazione: c’è sempre stato un rapporto tra soggetto e fotografo. A volte è stato romantico, a volte problematico. Questo modo annulla tutta la consueta narrazione».

Con questa nuova tecnologia i due fotografi, ispirandosi a August Sander e ai suoi scatti sulla Germania di Weimar – ritratti di persone in un momento in cui l’Europa stava implodendo e i nazisti usavano le categorie sociali per i propri fini – cogliendo delle affinità con la Russia di oggi hanno deciso di utilizzare questa nuova tecnologia per rivivere la sua grande opera, People of the Twentieth Century. «Abbiamo fotografato 120 persone utilizzando le categorie di Sander. Uno era il rivoluzionario, che nella Russia di oggi doveva essere ovviamente una delle Pussy Riot. Abbiamo voluto usare questa tecnologia sviluppata per il controllo da parte dello Stato per sovvertirla, così aveva senso coinvolgerle. Yekaterina Samutsevich era felice di posare per noi».

Ironia della sorte, l’unico deterrente contro questa fotocamera è molto low-tech: il passamontagna.