Tableaux vivants

cameron
ph Julia M Cameron – So like a shatter’d Column lay the King (Idilli del Re di Tennyson) © photo Musée d’Orsay / RMN, PHO 1980 25

«(…) da quel primo momento ho maneggiato le mie lenti con tenero ardore, ed è diventato come fosse una cosa viva, con voce e memoria e vigore creativo». (Julia Margaret Cameron)

Questo allora il lato più affascinante del rapporto di Julia Margaret Cameron con la fotografia: usarla come uno strumento d’innesco di un’attività performativa che, per la durata della posa, è capace di far scattare l’evasione dalla realtà e la sperimentazione dell’immaginario. Per la fotografa inglese allestire e mettere in scena i tableaux vivants fotografici è come vivere una fantastica realtà parallela, credibile perché fotografica, ma suggestiva come un sogno a occhi aperti.

Non è dunque la capacità illustrativa, l’abilità pseudo-pittorica di rappresentare brani di letteratura o l’analisi filologica compiuta sui testi cui s’ispira Julia Margaret Cameron il livello più interessante dal quale misurare la sua produzione fotografica, bensì la dolce e consapevole illusione che la fotografia le concede di giocare con le sue passioni e con le sue fantasticherie, per ricreare «un mondo che non esiste se non nella fantasia dei poeti, nei sogni dei pittori, nella magia degli artisti».

(…) Ma se si sposta l’analisi dalle immagini alla performance fotografica, a quei minuti oppure ore di preparazione, allestimento, messa in posa, sguardi e pensieri fino al brivido dello scatto che avrebbe fermato le emozioni cristallizzandole fuori dal tempo, allora le sue evasioni appaiono uno splendido esempio di pratica fotografica concettuale, capace di riscattare il kitsch della finzione (anche quando male assemblata) con la verità accecante della fotografia, dove i costumi ridicoli, i visi eccessivamenti truccati, le scenografie retoriche e gli oggetti ridondanti partecipano di una delle più interessanti e ambigue simbiosi di realtà e artificio.

(da Federica Muzzarelli, L’invenzione del fotografico, Einaudi, pgg. 128-129-130).

Preraffaellite sfocature di Julia Margaret Cameron