Biennale/The Enclave di Mosse

Last Updated on 23 Luglio 2013 by CB

Il Padiglione irlandese merita assolutamente una visita. L’installazione di film su schermo multiplo The Enclave di Richard Mosse sa essere coinvolgente e sconcertante. Mette in primo piano una tragedia umanitaria di cui non parla più nessuno – i conflitti nella Repubblica Democratica del Congo – e la rende visibile utilizzando una tecnica da ricognizione militare che registra uno spettro di luce imageinfrarossa. Un espediente che drammatizza – e estetizza, suscitando per questo delle domande – una violenza altrimenti invisibile, a tratti peraltro contraddetta da immagini della bellezza nel paesaggio. Lo spettatore resta ipnotizzato da questa specie di incubo virato al rosa, tanto più impressionante perché l’audio di Ben Frost è fatto da registrazioni sul campo congolese, e intreccia una canzone dolce ma di denuncia, i suoni dei soldati in allenamento, scoppi di proiettili e bombe. In tutto questo la morte si risolve in una panoramica su corpi attorcigliati sulla strada, già depredati. È’ un approccio originale al lavoro di reportage, che va aldilà della testimonianza, ed è soggettivo e immaginativo, e comunque lo si possa criticare ha un potenziale non irrilevante per imporsi nell’attuale indifferenza mediatica e bulimia di immagini. Nel video sotto Mosse spiega il suo lavoro.

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