I segreti di Londra

Last Updated on 4 Aprile 2004 by CB

Che un personaggio di pura fantasia come Sherlock Holmes arrivi ad avere una vera casa è una rarità tipicamente inglese, scrive Augias nelle pagine dedicate al famoso detective. Come dargli torto? Il suo viaggio londinese è (anche) un divertito racconto della peculiare natura britannica, di persone cioè «che non è facile amare ma che sono capaci di un comportamento collettivo quasi sempre ammirevole, nel quale misteriosamente convivono grettezza e grandezza, insofferenza e tolleranza, malinconia e humour».Una natura similmente bifronte si ritrova in modo esemplare nella Londra vittoriana (ben documentata nel Museum of London), «la vita più agiata d’Europa e quella più tetra», una spaventosa collezione di povertà e malattie, di teorie demenziali sulla sessualità e sulle donne, di pudori e pruderie. Il tutto edulcorato dalle buone maniere, che coprivano tutti i vizi, «tollerati proprio in quanto coperti, così come coperte dovevano essere le gambe, comprese quelle dei tavoli, o certe parti del corpo come il petto, compreso quello del pollo».

Non stupisce che la società ai tempi della regina Vittoria avesse una doppia morale anche nei confronti dell’omosessualità – nota in Europa come vizio inglese – tollerata in silenzio se vissuta dai privilegiati a vario titolo della società, condannata se a viverla erano i poveri o gli anticonformisti. Come Oscar Wilde, che per quanto appartenesse alla più libera categoria degli artisti, fece della sua vita una troppo ‘pericolosa’ ed esplicita opera d’arte.

Una libertà di essere se stessi di cui poterono invece godere ‘le anime belle di Gordon Square’, il gruppo di intellettuali di cui fanno parte Virginia Woolf e la sorella Vanessa, Lytton Strachey, l’economista John Maynard Keynes, lo scrittore Edward Morgan Forster, il critico d’arte Roger Fry. Condividevano amore per la cultura, vite eccentriche, gusti raffinati e spiriti taglienti. «Contro la stupidità – dice Keynes – anche gli dei sono impotenti. Ci vorrebbe il Signore. Ma dovrebbe scendere lui in persona, non mandare il Figlio; non è il momento dei bambini».

Ha scontato in modo drammatico la necessità del decoro sociale e la dicotomia tra una fulgida apparenza e gli abissi di una realtà di malattia e infelicità, Diana Spencer, la ‘principessa pop’ sulla cui morte non si conoscerà forse mai la verità. E’ invece un mito senza ombre apparenti, perché riuscirono nell’intento di piacere a tutti, quello dei Fab Four, i favolosi Beatles definiti dal Sunday Times, con scarso understatement, «i migliori compositori dopo Beethoven».

In questo variegato viaggio nella storia e nei ‘luoghi comuni’ e nella fenomenologia di una città affascinante, non poteva mancare il cimitero di Highgate, trasandato, ‘gotico’, in balìa di vegetazione e ruderi, che sembra a Augias «il massimo dell’espressività cimiteriale in Europa». Qui cerca la tomba di Karl Marx e ne ripercorre l’esistenza.
(Cristina Bolzani)

Su Internet
Marxist Internet Archive
L’età vittoriana
Il Museo Sherlock Holmes a Baker Street
Sito ufficiale di Oscar Wilde
10 Downing Street
Time Out London
Cimitero di Highgate

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