Dove sei? Ontologia del telefonino

Last Updated on 17 Dicembre 2005 by CB

Malgrado le apparenze il telefonino è una macchina per scrivere. Come dire che la rivoluzione più straordinaria del nuovo medium si trova nel suo aspetto più arcaico: SMS, Sua Maestà la Scrittura. Come dire che lo strumento votato al trionfo dell’oralità, ubiqua purchè non ‘fuori campo’, rivela un’attrazione fatale verso il passato. Verso l’iscrizione, verso l’ideogramma (gli emoticons, rappresentazioni di idee).Parte da qui l’accurata l’analisi di questo potente oggetto sociale che, seguendo la dialettica triadica hegeliana, rappresenta la sintesi, lo ‘strumento assoluto’ che con la sua notevole capacità di registrazione (testi, immagini, operazioni bancarie, filmati, beneficenze… tracce insomma di operazioni compiute dal soggetto-utente) riunisce in sé la tesi-telefono e l’antitesi-e-mail. In certi punti l’autore traduce la sua ontologia con declinazioni heideggeriane, per esempio quando dice che «come la morte in Heiddegger, il telefonino è solo nostro; nessuno (…) può rispondere al telefonino di un altro, proprio come nessuno può morire al posto di un altro». Proprio il possesso individuale e la sua natura extra-territoriale ne fanno una inimmaginabile evoluzione rispetto al telefono fisso, quando sapevamo sempre in quale luogo chiamavamo, e magari però non eravamo certi su chi ci rispondeva. Una ‘fluidità’, come direbbe Zygmunt Bauman, per cui la prima, si direbbe ormai pavloviana domanda, quando chiamiamo qualcuno, è diventata Dove sei?, che sostituisce la più umanistica, e meno pruriginosamente geografica, interrogazione sul Come stai?

Sempre che il ‘campo’ ci permetta il contatto; continuando il gioco (anche dissacratorio) nei confronti del filosofo tedesco, Ferraris ci suggerisce che Essere e tempo diventerebbe così Essere e campo. E la metafisica dell’esser-ci e essere-nel-mondo si tradurrebbe in una eterna ansiosa ricerca della possibilità di connessione per cui il mondo ‘è tutto intorno a te’. Ma il mondo che ci circonda è quello impalpabile delle molteplici connessioni, e forse l’unico effetto reale del telefonino è che «moltiplica i fantasmi». (cb)

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