Gli immortali

Last Updated on 21 Febbraio 2004 by CB

La guida alla discoteca di musica classica di Giorgio Pestelli ha una qualità divulgativa, è pensata cioè per un ipotetico lettore digiuno in materia, senza però mancare di un respiro critico apprezzabile dai musicofili.Il libro raccoglie gli articoli pubblicati per quattro anni nel supplemento culturale ‘Ttl’ della Stampa, nella rubrica dal titolo, appunto, Immortali. E’ lo stesso Pestelli a suggerire, nella prefazione, l’uso della guida, che lungi da presunzioni di completezza e puntigli da collezionista, si caratterizza per la sua agilità: «… da consultare quando il desiderio di musica s’ingrana nella realtà quotidiana d’impressioni momentanee, gravitazioni dell’umore, ricorrenze annuali, influssi stagionali, o in altre cose o sentimenti in cui la musica si rivela una insostituibile compagna di vita».

Se per esempio gli influssi stagionali ci portassero verso Chopin, ecco una pagina sui Preludi, descritti nella loro essenza e consigliati nell’interpetazione imprescindibile di Cortot. Oppure la Sonata per pianoforte op.35, «che del romanticismo più genuino è una sorta di manifesto». O anche le forme più estese e costruite del musicista polacco, come le Ballate.

La prima opera citata è la Nona Sinfonia di Beethoven, talmente abusata e tagliuzzata che «prima che perda del tutto la sua fisionomia è bene tenercela in casa nella sua integrità di pensiero e sentimento». L’ultima della guida, Danze ombra di Stravinskij, un disco da regalare ai cultori della musica da sottofondo, «mite tappezzeria sonora», ma «di qualità sopraffina, dato che Stravinskij era incapace di mettere insieme quattro note senza una risentita fisionomia».

Il discorso sugli esecutori è appena accennato: l’autore indica qua e là degli interpreti, ma li relativizza rispetto alla composizione. E’ la musica in primo piano, anche perché si parla di «opere già svelate», il cui senso complessivo non necessita di un particolare genio interpretativo. (cb)

Giorgio Pestelli (1939) insegna Storia della musica alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino ed è critico musicale del quotidiano La Stampa. Ha pubblicato studi sulla musica del Settecento e sul periodo classico e romantico occupandosi anche di storia dell’opera e di storia della critica musicale. Dal 1982 al 1985 è stato direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica della Rai di Torino.

Gli immortali. Come comporre una discoteca di musica classica, Einaudi, Torino 2004, 9 euro

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Ivy Compton-Burnett

Ivy Compton-Burnett, Margaret Jourdain. (1942. © Lee Miller/Jane Stockwood per Vogue)

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