Il mio sogno… !

L’immagine di Proust meditabondo a Venezia, meta a lungo desiderata – e plasmata e ricreata con l’immaginazione, sotto l’influenza estetica di John Ruskin – nella foto scattata nel 1900 sembra condividere con la città la stessa consistenza del sogno. Certo hanno un valore inestimabile le pietre veneziane nella cattedrale della Recherche, di cui la città sull’acqua racchiude gli enigmi più profondi; l’esperienza del passo sulle lastre sconnesse del Battistero di San Marco, e le continue mise en abyme tra l’Arte – che rende davvero possibile il viaggio interiore – e la sua vita sentimentale, e la conoscenza del Tempo.Ma l’amore per Albertine e per Venezia sono antagonisti.

Solo dopo la sua morte – e dopo essere stata reclusa dal Narratore, per gelosia – il viaggio si farà, con la madre.  Non potevo neanche andare a Venezia dove, quando mi fossi coricato, sarei stato troppo torturato dal timore delle proposte che avrebbe potuto farle il gondoliere, il personale dell’albergo, le veneziane.  Arriva a Venezia nel maggio 1900. Ruskin farà da guida, come la colonna di fuoco che precedeva la marcia degli Ebrei. 

Quando andai a Venezia scoprii che il mio sogno era diventato

– incredibilmente ma semplicemente –

il mio indirizzo!

Essere Anna Freud

Essere Anna Freud

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