Il ‘ritorno’ dell’isteria

Last Updated on 11 Agosto 2004 by CB

E’ passato più di un secolo da quando Freud studiò i sintomi isterici di ‘Dora’ (Ida Bauer, nella foto sotto), descrivendo per la prima volta la complessa psicopatologia. Chistopher Bollas la reinterpreta, e soprattutto le ridà uno spazio significativo. Diciamo subito che per leggere questo saggio, dalla scrittura densa e a tratti molto specialistica, occorre avere una certa curiosità sull’argomento. Superate le prime cinquanta pagine, il discorso si fa più scorrevole e convincente anche per i profani, anche perché intercalato dalle voci di numerosi ‘casi clinici’.

Come l’autore afferma nelle ultime pagine, l’isteria ha conosciuto l’oblio a partire dagli anni Cinquanta, quando si è affermato il concetto più esteso di ‘personalità borderline’, e così gli isterici «sono stati allontanati dal palcoscenico della psicoanalisi». Ma non sono scomparsi; anzi la complessità della loro sofferenza negli ultimi anni ha assunto nuove forme, seguendo la modalità mimetica tipica della malattia. Per fare un esempio, l’anoressia per Bollas è una forma di isteria.

image008A partire dalla poco rasserenante convinzione che l’infanzia «è un doloroso periodo dal quale il Sé cerca di riprendersi per tutta la vita», Bollas descrive la situazione che porta alla costruzione della struttura psichica del bambino, in primis il rapporto fondamentale con la madre, l’oggetto ‘primario’ che imprimerà nel suo inconscio l’idioma della sua esistenza futura.

L’autore analizza a fondo l’influenza determinante della madre, che è la prima ‘amante’ del bambino e l’artefice della serenità sessuale del futuro individuo adulto. Si sofferma poi sulla funzione pur importante del padre e sul modo in cui l’isterico si esprime: la teatralità, la capacità di ‘nascondersi’ con il racconto di Sé inautentici, e di di rimanere un bambino che vuole restare ‘innocente’, ossia cristallizzarsi nel desiderio, nell’attesa (erotizzata) dell’abbraccio con la madre. Se l’isterico crede nel ‘fato’, ossia nel ritorno all’ingenuità dell’infanzia, e «concupisce il passato», la persona non isterica sa aprirsi al ‘destino’, cioè alle possibilità insite nel futuro.

L’isteria è un complesso che può colpire indiscriminatamente sia gli uomini che le donne – afferma Bollas demolendo un antico pregiudizio misogino – e sia gli omosessuali che gli eterosessuali. L’autore offre poi un’originale lettura del Cristianesimo, della scelta ascetica di San Francesco d’Assisi, dell’amore petrarchesco per Laura…

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