Le briglie d’oro di Alda Merini

Last Updated on 1 Luglio 2005 by CB

«I nostri incontri seguivano un rituale preciso. (…) Ma a un certo punto, scattava puntuale la magia e Alda diceva in tono deciso: Adesso scriviamo!, oppure, a seconda delle giornate: Scriva!» Marina Bignotti racconta così la storia di questo libro dedicato a lei, scaturito negli anni dalla speciale amicizia e consuetudine di lavoro che la lega a Alda Merini.«Ho conosciuto Alda Merini nell’inverno 1983, quando la sede dei Libri Scheiwiller era in una ex galleria d’arte in via Sacchi, angolo via Mercato, a Brera. Occasione immediata fu l’uscita dell’importante raccolta La Terra Santa, (…) Da allora il colloquio e la complicità con lei non sono mai venuti meno. Scheiwiller capì subito che fra noi si era stabilita uan sintonia molto particolare; lei parlava, io ascoltavo, e a poco a poco Alda mi ha fatta entrare nel suo difficile mondo».

«Sono nate così le poesie qui pubblicate, a poco a poco, nel corso degli anni; (…) Esse scandiscono il tempo della vita, non solo di Alda Merini, di Vanni Scheiwiller e della mia, ma anche della casa editrice e di tutti i personaggi che vi sono transitati nel corso degli anni, per un motivo o per l’altro.»

Poesia d’amore a Marina

 «Io sono la tua parte migliore
e se tu non mi apri con tuo potere
io non mi tolgo il sigillo degli anni.
Io sono la tua vanità migliore
ma se tu non mi adorni
non trovo specchi per dirti
che ti merito e piango.
Ma la mia nudità d’amore
è la mia veste più bella,
tu hai la chiave delle mie labbra
e m’inciampi nel cuore ad ogni sospiro
magnifica edera del mio seno.
Ogni volta che sali i miei fianchi
tu mi mordi col tuo pensiero
e io parlo di poesia
e regoli quindi al bene
la mano mia, affinché io possa darti
il mio canto: esso è una rosa
che ho qui nel cuore,
a volte urla e a volte fa paura
la vita mia che è come la sfinge
e non mi ha ancora detto
se tu mi ami».

Su Internet
www.aldamerini.com

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Ivy Compton-Burnett, Margaret Jourdain. (1942. © Lee Miller/Jane Stockwood per Vogue)

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