L’eversiva melodia di Elfriede Jelinek

Last Updated on 9 Ottobre 2004 by CB

La motivazione del Nobel per la Letteratura 2004 a Elfriede Jelinek parla di flusso melodico di voci e controvoci in romanzi e testi teatrali, che con estremo gusto linguistico rivelano l’assurdità dei cliché sociali e il loro potere. Melodia intessuta di un linguaggio sincopato, poca emozione, molto sesso, molte metafore e citazioni. Al centro schiaccianti rapporti di potere; al centro, i vinti.

L’Accademia Svedese prosegue spiegando che i suoi scritti affondano le loro radici nella lunga tradizione austriaca, caratterizzata dalla lingua sofisticata e dalla critica di stampo sociale. Tra i modelli di Jelinek scrittori come Johann Nepomuk Nestroy, Karl Kraus, Odon von Horvath, Elias Canetti, Thomas Bernhard e il Gruppo di Vienna.

Tutti i suoi libri sono stati oggetto di polemiche. Come il romanzo Le amanti (1975), che la rende nota al grande pubblico. Come La pianista, freddo ritratto di efferate dinamiche sado-masochistiche tra una madre e una figlia, tra la figlia e un suo allievo, in una spirale verso il basso a cui fa da grottesco contraltare la tensione al Bello musicale. Jelinek si è detta stupita e onorata, apprendendo la notizia; e ha aggiunto che non potrà andare a riceverlo personalmente per motivi di salute (soffre di agorafobia). Il Nobel – ha precisato – non deve essere considerato come un fiore all’occhiello dell’Austria.

Come Thomas Bernhard, ha un rapporto ferocemente ostile con il suo Paese. Eppure, a quanto si sa, non lo lascia volentieri. I commenti nazionali sono stati in prevalenza buoni. Geniale!, ha detto Peter Handke alla notizia. Il presidente social-demcratico Heinz Fischer ha salutato qualcuno che va controcorrente.

Comunista, femminista. Contro la guerra in Iraq. L’Accademia svedese ne ha colto l’impegno politico, nella motivazione scrive: E’ una scrittrice politica e crede che l’enorme industria del tempo libero(televisione, cinema, pubblicità) renda le persone vulnerabili alla manipolazione da parte dell’elite economica. Giocando con ironia e mimetismo, vuole annientare questi discorsi.(cb)

Biografia
Di padre ebreo e madre ceca, Jelinek è nata il 20 ottobre 1946 a Myrzzuschlag (Stiria), nell’Austria meridionale. Jelinek ha una formazione eclettica ma tutta improntata all’arte: studia composizione al Conservatorio Musicale di Vienna, e dopo il diploma nel 1964 segue all’università i corsi di teatro e di storia dell’arte. Non abbandona però la musica e nel 1971 si diploma in organo.

Sono tuttavia i suoi scritti a darle il successo. Con le pieces Cosa succede quando Nora lascia suo marito del 1982 e Sportstuck del 1998 la caratteristica più evidente della sua evoluzione stilistica risiede nella forza verbale che conferma il suo talento di drammaturga, nel solco della grande tradizione della satira viennese. Dopo aver condiviso i movimenti studenteschi che prevalevano nell’Europa degli anni Settanta, la sua scrittura assume un atteggiamento più critico con l’uscita nel romanzo satirico Wit sind lock vogel, Baby! del 1970. Tra i suoi lavori successivi La voglia del 1990 e La pianista del 1988, il romanzo più noto al grande pubblico da cui nel 2001 nasce l’adattamento cinematografico di Michael Haneke con la indimenticabile interpretazione di Isabelle Huppert. Jelinek è la prima donna a vincere il premio Nobel per la letteratura dal 1996, quando lo conquistò la poetessa polacca Wislawa Szymborska. Dalla prima edizione del premio nel 1901 solo dieci donne hanno ricevuto il verdetto dalla giuria.

Vedi anche: Il soccombente

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