Morrissey

Last Updated on 15 Dicembre 2004 by CB

Il grande pubblico musicale, quello importante, dei teenager, che si sintonizza su Mtv, che sfoggia suonerie pop, che pende dalle labbra dei Blue, e che scarica a più non posso gli mp3, probabilmente non sa nemmeno chi sia Morrissey. Eppure, questa rockstar scoppiata viene salvata da uno zoccolo duro di fan (tra i quali Bono e J. K. Rowling) che dura e si rinnova da anni, e che si abbevera al sito semi ufficiale http://www.morrissey-solo.com.
Così il suo nuovo cd, uscito a maggio, You Are the Quarry, appena ristampato in una Platinum edition, ha venduto più di 700mila copie, secondo nella classifica britannica degli album, undicesimo in quella americana, superando i migliori risultati raggiunti negli anni ’80 dal mai dimenticato gruppo di cui era leader, The Smiths.Il sito celebra questa icona snob-rock, invisibile ma rilevante, con aggiornamenti sul tour, sulle uscite discografiche, sui video, sui libri, riferendo le dichiarazioni di chiunque al mondo citi il suo nome o utilizzi le sue canzoni, sfiorando il culto.

Non nasconde di essere un patito sfegatato dell’artista anche Pat Reid, giornalista musicale, collaboratore di Q, Mojo e Hip-Hop Connection, già autore nel 1993 di Bigmouth: Morrissey 1983-1993, che ora porta in libreria un nuovo volume, Morrissey, edito in Italia da Playground. Il giornalista, che lo insegue nei suoi recenti concerti californiani davanti a frotte di teenager ispano-americani, ma che rievoca anche tutta la straordinaria stagione degli anni ’80, prova a raccontare, un po’ offuscato dalla passione, il mistero e il fascino di un cantante che ha sempre rifiutato di discutere della propria sessualità, seguito indistintamente da un pubblico di uomini e donne, autore di testi tanto colti da apparire come «il più straordinario paroliere di lingua inglese dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi».

Ma quali sono i temi dell’enigmatico Morrissey, e perché la sua musica, le sue parole e i suoi atteggiamenti continuano ad esercitare un’influenza così forte, anche se underground, su generazioni sempre nuove? Negli anni ’80 inneggiava alla solitudine, alla malinconia, lasciava intendere di essere gay, era fiero di essere un reietto, augurava la morte alla Regina e massacrava la Thatcher; oggi, con un rock altrettanto pungente, lancia frecciate a Bush («L’America non è il mondo») e a Blair («Sogno di un tempo in cui essere inglesi non era una sventura, in cui non ci si vergognava di stare vicino alla bandiera, e non si era razzisti»); continuando ad essere l’inguaribile, velleitario e cinico romantico di sempre: «La donna dei miei sogni? Non è mai arrivata; la donna dei miei sogni? Non ce n’è mai stata una».
(Francesco Gatti)

Let me Kiss You

There’s a place in the sun
For anyone
Who has the will to chase one
And I think I’ve found mine
Yes, I do believe
I have found mine, so
Close your eyes
And think of someone
You physically admire
And let me kiss you
Let me kiss you
I’ve zig-zagged all over America
And I cannot find a safety haven
Would you let me cry
On your shoulder
I’ve heard that you’ll try Anything twice
Close your eyes
And think of someone
You physically admire
And let me kiss you
Let me kiss you
But then you open your eyes
And you see someone
That you physically despise
But my heart is open
My heart is open to you

Su Internet
Morrissey
morrisseymusic.com – sito ufficiale
johnny marr – sito ufficiale

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