Nel regno dei libri (im)possibili

Last Updated on 22 Settembre 2003 by CB

Ma perché libri inesistenti, pensati scritti e descritti da in altri libri; atti creativi di personaggi e non di persone. Artifici incastonati in altri artifici in quella catena irrefrenabile che è la finzione letteraria. Dunque espressione di immaginazione al quadrato, che risulta bizzarra, ma non meno verosimile dei libri “veri”.Un libro da sfogliare a piacere, che riserva sorprese continue. Come quando ci si imbatte in Jorgen Lovborg – personaggio-parodia di Ibsen presente nel Citarsi addosso di Woody Allen – che nel catalogo vanta ben tre titoli (pubblicati dall’editore Play Sam…).

Borges e Auster, Rabelais e Georges Perec, Italo Calvino e Tahar Ben Jelloun, Mordecai Richler, Orwell, Nabokov… il gioco coinvolge molti autori ed e diverte mescolando erudizione e ironia, provocazione e critica. D’altra parte, gli autori provengono da altre spericolate esperienze, nelle scienze anomale (“Forse Queneau”, di Albani e Della Bella, Zanichelli) e nelle lingue immaginarie (“Aga magera difura”, di Albani e Buonarroti, Zanichelli).

Oltre ai libri inesistenti, il Catalogo contiene anche le biblioteche immaginarie di Rabelais, Laurence Sterne, Edgar Allan Poe, Giorgio Manganelli e altri. A riprova che l’arte dell’inventare i libri ha molti precedenti illustri. (cb)

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