Nell’ossimoro Billie Holiday

Last Updated on 4 Novembre 2003 by CB

Dietro il mito Billie Holiday c’è un’artista dal talento musicale immenso. E di indubbia coscienza sociale. Una raccolta di saggi indaga con un’attenzione critica nuova la sua arte. A comiciare da uno studio di Angela Davis, voce importante dei diritti afromaricani.Billie Holiday – afferma la Davis – aveva “la capacità di dire l’indicibile”, di trasmettere significati anche contraddittori rispetto al senso evidente. Era in grado di trasformare canzoni banali e commerciali forzandone dall’interno il senso, con grande fluidità tra parola e musica, e trasformando le affermazioni in domande, e creando spazi per una «soggettività femminile liberatoria – sebbene non liberata».

Al punto che il suo canto «era catalizzatore di una coscienza sociale», un’energia creatrice che sapeva trasformare il lamento di una innamorata respinta in un atto d’accusa. La dimostrazione più radicale, il suo capolavoro Strange Fruit, dall’inizio agghiacciante: «Southern trees bear a strange fruit/ Blood on the leaves and blood at the root.» Lo “strano frutto” è il corpo di un negro linciato.

Dice Christian Béthune – riprendendo la teoria di Adorno secondo cui l’arte è un ossimoro perché vive della sua stessa impossibilità a esistere – che Billie è un ossimoro, perché «oltre l’evidenza paradossale della sua arte, è la vita stessa della cantante che, tutta intera, si dà come un’insostenibile impossibilità dell’essere».

Ossimoro Billie, perché nel repertorio della cantante definita , è il titolo (da lei osteggiato) della sua autobiografia, ‘la signora del blues’, non ci sono più di quattro o cinque blues.

E lei è un ossimoro, un mistero musicologico, perché nonostante il registro limitato della sua voce dà l’impressione, con sfumature e variazioni sottili, di dilatare la melodia. E perché con quella sua voce così simile al sound di un sassofono, Billie Holiday non si ‘appoggiava’ all’orchestra, come fanno in genere i cantanti, ma cercava un’espressione originale, proprio come fosse uno strumento. Insomma, Billie suona come uno strumento che non esiste.
(Cristina Bolzani)

Su Internet
Billie Holiday (sito ufficiale)

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