Persa nella traduzione

Last Updated on 14 Marzo 2004 by CB

Di saggi sulla traduzione se ne sono visti tanti. Di romanzi sul tradurre, prima di Di seconda mano, forse nessuno. Un testo che si definisce per quello che non è – «né un saggio, né un racconto sul tradurre letteratura» – e che potremmo definire un Bildungsroman, un ‘romanzo di formazione’ della protagonista/traduttrice.L’autrice è ‘persa’ nell’attesa di una telefonata che non arriva – quella di un editore a cui ha proposto un testo da tradurre – ma lo sperdimento è in qualche modo connaturato alla sua attività. «Per tradurre un libro, infatti, bisogna essere disposti a trasferirsi armi e bagagli nello stesso libro, e poi a restarci dentro: al libro, alla storia e anche all’autore».

Tradurre comporta una grande fatica fisica, psichica e mentale, tradurre significa ‘stare’ con un solo testo per volta, regalargli una assoluta esclusività; è «(…) quasi un attraversamento a piedi dello spazio fisico del testo, con le sue valli, le sue pianure e le sue montagne».

Tradurre è attività ‘femminile’, «mettere al mondo qualcosa che è stato fecondato da un altro, per dargli poi la voce e intepretarlo, trasformando e traducendo segnali e codici che sono ignoti al destinatario finale dell’operazione (…) E tuttavia, al di là di tutte le più suggestive metafore, la traduzione letteraria resta una delle operazioni culturali più artificiali, spericolate e quasi indecenti che si possano compiere.» Tradurre può essere l’impresa titanica e mossa dalla ricerca imperativa di musicalità, che impegna Bettina Brentano a cimentarsi con la resa in inglese (lingua che non conosce bene!) delle lettere di Goethe.

Il filo delle vicende personali della protagonista lascia spazio a frequenti divagazioni sugli autori tedeschi. Come a dire, poi, con la stessa struttura del romanzo, che il lavoro del traduttore è un costante andare e venire, tra lingue di partenza e di arrivo, ma anche tra la personalità e il ‘clima’ dello scrittore e la realtà di chi legge, anni o secoli dopo, il suo testo, trasmutato in un’altra lingua.

Ogni volta che ci immergiamo in un testo straniero, leggiamo il risultato di un difficile negoziato, che ha visto qualcuno ‘perso nella traduzione’. Di seconda mano racconta con passione il mondo che si cela dietro quel negoziato.
(Cristina Bolzani)

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