Social tv

Last Updated on 28 Giugno 2012 by CB

La TV tradizionale oggi si amplifica nei social networks, con  post, hashtag e tweets; si  fa e si partecipa su pc, tablet e smartphone; si fruisce in modo individuale e nello stesso tempo è condivisa.

Ormai siamo spettatori quotidiani di questa potente mutazione televisiva, ognI volta che un programma tv è intercettato dal vasto pubblico social e diventa argomento di conversazione, e si allarga, come i cerchi nell’acqua, a colpi di re-tweets , followers, fan di community. Programmi che in televisione hanno un pubblico di riferimento  ben preciso incontrano attraverso questa interazione ben più numerosi spettatori, e rendono così sempre più obsoleti strumenti come l’Auditel, il modo tradizionale di diffondere gli spot, e anche il modo tradizionale di pensare i programmi.

Il libro di Colletti e Materia racconta come si sta sviluppando la social tv nel mondo, dai format alle abitudini di fruizione e business, soffermandosi  sulla versione italiana di questa televisione così strettamente connessa a Internet.

Tutto questo sta cambiando la natura stessa dello spettatore, non più passivo ma influencer. “Si può discutere su quanto corrisponda al vero questa percezione di potere collettivo assegnato alla tastiera del pc, quanto davvero il tamtam di Facebook, Twitter e simili conti in sede di rinnovo o chiusura di un programma. L’osservazione empirica ci dice che, sia pure in assenza di sistemi di calcolo convenzionalmente e universalmente riconosciuti dall’industria, nessun addetto ai lavori, oggi, è insensibile al fascino di una fanpage con decine di migliaia di post e Mi Piace al mese o di una clip virale che su YouTube guadagna qualche ‘ziliardo’ di views in poche ore.

E la gente se ne accorge. La consapevolezza di poter finalmente contare nel processo decisionale inizia a farsi largo tra gli internauti più teledipendenti”.

Il fenomeno della social tv favorisce  il nascere ‘dal basso’ delle web tv e del citizen journalism. Questa tv ha poi una caratteristica. Non si spegne mai. La sua platea è sempre on, grazie agli smartphone. Ventuno milioni di italiani ne hanno almeno uno.

Le possibilità del connubio tv-Internet sono molte. “Arriveremo – si chiedono gli autori –  al punto di assistere a sequenze di tweet che influenzano le trame portanti? Click in grado di modificare il destino dell’amante in pericolo di un eroe?”. Chissà.

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