Ukiyo-e. Il mondo fluttuante

Last Updated on 5 Febbraio 2004 by CB

Vivere soltanto per il momento, prestando piena attenzione ai piaceri della luna, della neve, dei fiori di ciliegio e delle foglie di acero, cantare canzoni, bere vino e provar piacere soltanto nel fluttuare, fluttuare senza curarsi minimamente della povertà che grida in faccia e rifiutare di lasciarsi prendere dalla malinconia, fluttuare lungo la corrente del fiume come un secco guscio di zucca: ecco che cosa intendiamo per ukiyo».Con le parole dei Racconti del mondo fluttuante di Asai Ryōi, il curatore della mostra Gian Carlo Calza ci introduce nell’atmosfera della città di Edo, nel momento il cui la classe borghese e il relativo edonismo scalzano il rigore feudale dei samurai. Un’atmosfera di rara raffinatezza che potremo apprezzare visitando la mostra a Palazzo Reale, a Milano.

Quale grandioso esempio dell’estetica “fluttuante”, qualche anno fa avevamo potuto apprezzare le opere di Hokusai, presente anche nella nuova mostra con le Trentasei e le cento Vedute del monte Fuji. Sono in gran parte sconosciuti, invece, almeno al grande pubblico, gli altri artisti, autori delle oltre 500 opere esposte – tra dipinti, stampe e libri illustrati – del periodo che va dal ‘600 all’ ‘800.

L’esposizione è tematica, divisa in sei sezioni: teatro, tradizione, natura, paesaggio, vita di città, beltà femminili. Vi figurano in quest’ultimo tema, le opere dell’artista Utamaro. Molto significativa la parte dedicata al teatro, che nel mondo fluttuante vede l’affermazione del magniloquente kabuki rispetto al severo no.

Con effetti prospettici originali rispetto alla consuetudine occidentale, le immagini sono risolte nelle superfici, nei grafismi, nell’appeal decorativo. Immagini che pur ‘esotiche’ nella resa formale, mantengono una straordinaria modernità nel descrivere una società alla continua ricerca di fuggevoli piaceri. Una festa edonista, per i nostri occhi.

 

«Quasi tutti gli artisti del mondo fluttuante creavano opere: dipinti, stampe e libri a soggetto erotico. Del resto questo era uno dei loro mezzi di sostentamento, anche se essi si guardavano bene dal firmare i loro lavori o, secondo una prassi che venne gradualmente consolidandosi, firmavano un dipinto o un paravento raffigurati all’interno della scena erotica e in questo modo la forma era salva. Anche gli editori seguivano stratagemmi simili che consistevano nel mettere per primo un foglio castigato, mentre sotto c’erano le vere immagini erotiche. La commissione censoria, naturalmente lo sapeva benissimo, ma non andava oltre quella prima immagine».

Ukiyo-e. Il mondo fluttuante, Electa, Milano 2004, 35 euro

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